
Il Lago d’Aral
è vittima di uno dei più grandi disastri ambientali provocati
dall'uomo. Originariamente, infatti, il lago era ampio 68.000 km2,
ma dal 1960 il volume e la superficie sono diminuiti: nel 2007 il
lago era ridotto del 10% della dimensione originaria. A causa della
sua posizione geografica infatti, è soggetto ad una grossa
evaporazione che non è più compensata dalle acque dei suoi
immissari, sfruttate dai consorzi agricoli. Il ritiro del lago
inoltre ha causato anche il cambiamento del clima locale, con estati
diventate più calde e più secche ed inverni più freddi e più. Nei
primi del sessanta il governo dell'Unione Sovietica decise di
prelevare, tramite l'uso di canali, l'acqua dei due fiumi che
sfociavano nel lago nel tentativo di irrigare i vasti campi di cotone
nelle aree circostanti e questo portò alla diminuzione delle acque
portate nel lago e quindi anche al diminuimento delle acque nel lago.
Gli ecosistemi del Lago d’Aral e dei suoi immissari sono stati
quasi distrutti, soprattutto a causa dell'elevata salinità. Il lago,
ritirandosi, ha lasciato scoperta una vasta pianura ricoperta di sale
e di prodotti chimici tossici, ciò che resta dalle sperimentazioni
di armi e dai progetti industriali.
Filippo Vitrani
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